Emergenza? 112

scelta Entro la fine del 2016 i cittadini del Friuli Venezia Giulia per ogni caso di emergenza, sia essa sanitaria o di pubblica sicurezza, potranno chiamare un unico numero di telefono: il 112.
Abbiamo sottoscritto al Viminale assieme al Ministro dell’Interno Angelino Alfano il protocollo tra Governo e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per l’istituzione del Numero Unico di Emergenza Europeo (NUE).

Il nuovo Call Center avrà base operativa a Palmanova nella sede della Protezione Civile regionale, con 29 operatori attivi. L’innovativo servizio sarà gratuito e multilingue e avrà la funzione di localizzazione della chiamata, di fondamentale importanza per risalire al numero civico o alla cella della rete mobile, a seconda che la segnalazione provenga da un’utenza fissa o da un cellulare.
Tutti i numeri, come il 113, il 118, il 115 e lo stesso 112, per come lo conosciamo oggi, verranno eliminati in maniera graduale continuando ad essere operativi per un breve periodo dopo l’entrata in vigore del nuovo servizio.
La Regione investirà nel progetto della centrale unica circa un milione di euro che andrà a finanziare strumentazioni, reclutamento del personale, formazione e manutenzioni.

Siamo molto soddisfatti per un risultato che allinea il Friuli Venezia Giulia, terza regione in Italia, alle direttive europee, razionalizzando e rendendo più efficace ed efficiente il servizio di pronto intervento e di soccorso in tutti i suoi ambiti.

I diritti civili non sono un problema burocratico

IMG_0030Per quanto riguarda l’iniziativa del ministro dell’Interno Angelino Alfano, il quale ha dato diposizione ai prefetti annullare le trascrizioni nei Comuni delle nozze gay contratte all’estero, ritengo  inopportuno rispondere alle domande in materia di diritti civili diramando circolari.

I diritti civili non sono un problema burocratico ma un’esigenza della nostra società di cui la politica deve farsi carico: sono convinta che nel disegno di legge depositato in Senato vi sia una risposta adeguata.

Ho fiducia che l’approvazione entro fine anno di quel testo metterà fine a molte polemiche, più o meno strumentali, e porterà il Paese a un livello europeo di civiltà.