Berlino e Ankara

camion Ho scritto una lettera all’ambasciatore di Germania a Roma per esprimere il dolore di tutta la comunità regionale per le vittime di Berlino e la condanna inflessibile per chi attua una spietata guerriglia urbana sul suolo europeo. Al popolo tedesco e in particolare alla città, simbolo potente dell’Europa rinnovata e unita, va tutta la nostra vicinanza. La strategia del terrore islamista non piegherà l’Europa. Le radici di questa violenza sono nutrite dalla brama di potere e da un distorto simulacro di religione. Noi ci opponiamo a questa strategia che mira a indebolirci nell’animo e nell’identità.

Le nostre condoglianze vanno anche alle autorità russe e ai familiari dell’ambasciatore Andrey Karlov, barbaramente assassinato ad Ankara. È stato un attacco terribile, sprezzante del rispetto della vita umana e di ogni basilare convenzione diplomatica. Il mio auspicio è che le forze di sicurezza turche individuino con chiarezza chi ha armato la mano del killer affinché sia perseguito a norma di legge.

Vent’anni fa la caduta del Muro di Berlino.

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Vent’anni fa la caduta del Muro di Berlino

Facile la retorica, in un’occasione come questa. Ancor più facile sorridere sopra la retorica, magari con aria di superiorità. Invece, dobbiamo sforzarci di non dare tutto per scontato, neanche la caduta di quel Muro a partire dalla quale è iniziata una storia diversa per l’Europa. Una generazione ormai è diventata adulta senza conoscere l’Europa incisa da quella ferita. Da quell’episodio credo possiamo imparare che anche i grandi eventi sono nelle nostre mani e dipendono dalle nostre scelte e dalle nostre azioni. Anche non tornare indietro dipende da noi.