La Serbia si muove.

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Questa è una notizia importante per l’Italia, ma in particolare in Friuli Venzia Giulia non passerà inosservata. Qui abbiamo vissuto con particolare partecipazione le guerre balcaniche, ne abbiamo sentito le conseguenze a ridosso del confine, e ospitiamo una folta e laboriosa comunità serba. Ecco la notizia. La Serbia ha ufficialmente depositato la candidatura all’adesione all’Ue. Il presidente serbo Boris Tadic ha consegnato a Stoccolma il dossier per l’ingresso nella famiglia europea al premier svedese Fredrik Reinfeldt, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell’Ue fino al 31 dicembre. E’ un passo che ci fa sperare a buon diritto sulla presa di congedo di Belgrado dall’epoca delle violenze e dei conflitti etnici. Per il suo peso politico ed economico, inoltre, la Serbia sarà volano del processo di integrazione dei Balcani occidentali. Dal momento che non sarà un percorso agevole, una data probabile potrebbe collocarsi tra il 2014 e il 2018. Per avviare i negoziati, infatti, Bruxelles ha chiesto interventi decisi contro la corruzione e la criminalità, ma anche una riforma del potere giudiziario. E poi si dovranno affrontare e risolvere altri due problemi. Uno è rappresentato dal Kosovo, che ha proclamato l’indipendenza lo scorso febbraio, ottenendo il riconoscimento di 22 Stati europei su 27. L’altro è la cattura del criminale di guerra Ratko Mladic, considerato tra i principali responsabili per il massacro di Srebrenica.

La mia candidatura (2)

Ho cercato, seppure brevemente (e me ne scuso, ma un grave problema familiare ha richiesto in questi giorni il mio tempo), di spiegare le ragioni dell’accettazione della candidatura alle europee. Ora, vorrei dire a tutti quelli che mi chiedono di non candidarmi, di non “lasciare l’Italia” ed il PD che devono darmi più fiducia.

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La mia candidatura

Ho deciso di accettare la candidatura per due motivi:

  1. per responsabilità verso il mio territorio che crede in questa candidatura e che mi ha chiesto di provare convintamente a farcela
  2. perché credo che questo partito meriti un gruppo dirigente nuovo che si formi nelle istituzioni e che, anche dalle istituzioni, chieda il rinnovamento.

E’ stata una decisione difficile, ma credo che sia un piccolo segnale importante. Spero che ne seguiranno molti altri. La base è stata fondamentale nell’indicazione delle mia candidatura. Dobbiamo continuare ad ascoltarci, dobbiamo mettere in rete i circoli e tutti coloro che possono dare un contributo, anche piccolo, alla costruzione di questo partito.

Spero che sosteniate la mia decisione. Qualunque sia il risultato … non vi libererete di me!!!!

Buonanotte,

Debora

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