E’ vivo!

Pochi giorni fa la Commissione per le Libertà Civili, con il suo voto, ha fatto valere per la prima volta il diritto di veto riconosciuto al Parlamento dal Trattato di Lisbona. Giovedì 11 febbraio c’è stato il voto definitivo in aula, e lo ritengo una grande vittoria della democrazia.
Dopo l’11 settembre 2001 è partita la grande offensiva contro il terrorismo internazionale, e tra le misure adottate c’è stato anche il controllo sui trasferimenti bancari. Nel 2006 si è scoperto che la Swift , una compagnia privata che gestisce l’80% delle operazioni bancarie di duecento Paesi nel mondo, passava i dati dei cittadini europei alle istituzioni americane senza il consenso delle autorità europee. La Commissione europea ha proposto allora agli Stati Uniti un accordo ad interim di nove mesi, a partire da febbraio 2010, per consentire il controllo dei dati, anche se unicamente ai fini della lotta al terrorismo. Al Parlamento europeo ci siamo opposti: riteniamo che un accordo del genere non tuteli abbastanza la privacy di milioni di nostri concittadini.
Cause anche nobili come la lotta al terrorismo ed il mantenimento della democrazia vanno sempre condotte entro i limiti che la democrazia impone: in democrazia i fini non giustificano i mezzi, ma i mezzi, le procedure, sono strutture portanti al punto che, entro certi limiti, determinano i fini.
Il Parlamento europeo ha oggi dimostrato che l’Europa è un soggetto vivo e autonomo.

Per chi viaggia.

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 Uno dei punti fondamentali su cui bisogna impegnarsi è avvicinare l’UE ai cittadini, far sentire che ci appartiene. Per raggiungere questo obiettivo deve aumentare il coinvolgimento nelle problematiche che ci toccano da vicino, e su cui l’Europa può intervenire per risolvere problemi e migliorare la vita quotidiana.

 Le consultazioni pubbliche si muovono in questo senso, e perciò ve ne segnalo una che rientra nelle mie competenze come membro della commissione Trasporti e Turismo.

 Il Regolamento sui Diritti dei Passeggeri di Aria, Il Regolamento sulla Responsabilità dei Vettori Aerei ed il Regolamento sui Passeggeri a Mobilità Ridotta  sono volti a tutelare i passeggeri che viaggiano in aereo. Alcune delle più importanti regole riguardano gli obblighi dei vettori di volo nel caso di imbarco negato, cancellazione o di ritardo prolungato dei voli, responsabilità nel caso di perdita, ritardo o danneggiamento del bagaglio e diritti dei passeggeri a mobilità ridotta. L’industria del trasporto aereo si è notevolmente evoluta negli ultimi anni.

 A cinque anni dalla piena applicabilità del Regolamento sui Diritti del Passeggero, è il momento di fare un bilancio di ciò che è stato fatto e di ciò che può ancora essere migliorato a riguardo dei diritti dei passeggeri aerei.

E’ stata perciò lanciata una pubblica consultazione, nel periodo dal 15 dicembre 2009 al 1 marzo 2010.

 

Obiettivo della consultazione.
L’obiettivo della consultazione è quello di raccogliere le opinioni delle parti interessate, sui problemi esistenti e sulle soluzioni preferite, al fine di valutare la qualità e l’efficacia dell’attuazione e dell’applicazione della normativa sui Diritti dei Passeggeri.

 A chi è rivolta la consultazione.
Tutti i cittadini e le organizzazioni sono invitati a partecipare a questa consultazione. I contributi sono particolarmente apprezzati dai beneficiari dei fondi UE, dalle ONG, dagli enti privati e delle autorità pubbliche a livello locale, regionale, nazionale e/o livello europeo.

 Come inviare il tuo contributo.
Sono ben accetti i contributi da parte di cittadini, organizzazioni e autorità pubbliche attraverso il questionario online.

 I contributi ricevuti saranno pubblicati su Internet. E ‘importante leggere l’informativa sulla privacy specifica allegata alla consultazione per informazioni su come i tuoi dati personali e quelli dei tuoi  contributi saranno trattati. I contributi possono essere presentate in qualsiasi lingua ufficiale dell’Unione  Europea.

Violato il diritto alla privacy, interrogazione alla Commissione.

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Gli europarlamentari del Pd hanno presentato un’interrogazione alla Commissione Ue in cui puntano il dito sul cosiddetto decreto ‘Mille proroghe’, denunciando la violazione del diritto della privacy in Italia.
Quanto sostenuto dalle associazioni dei consumatori in merito all’uso delle banche dati conferma le nostre preoccupazioni: il cosidetto decreto ‘Mille proroghe’ mina il diritto alla privacy dei cittadini italiani. Per questa ragione abbiamo presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo quali azioni intende intraprendere qualora venisse nuovamente violata la direttiva comunitaria e passasse l’emendamento in discussione al Senato sulla sospensione della normativa sulla privacy.
Il Governo italiano sembra disinteressarsi alle richieste della Ue, che in questo caso cerca di garantire i diritti dei consumatori e di evitare che i dati personali siano accessibili a chiunque ne faccia richiesta con non meglio precisati scopi. Le associazioni dei consumatori nei giorni scorsi hanno chiesto al governo di ritirare l’emendamento proposto dal senatore del Pdl, Lucio Malan, col quale verrebbe prorogata per quasi due anni, a partire dal primo gennaio, la sospensione della normativa sulla privacy che consente alle società di teleselling di utilizzare a fini commerciali i dati senza il consenso preventivo ed esplicito degli utenti.

Barroso rieletto con il voto degli euroscettici

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José Manuel Barroso, presidente uscente, ha appena ottenuto la riconferma da parte dell’Europarlamento.
Ora, insieme alla delegazione del PD, attendo Barroso al banco di prova della formazione della Commissione, che è il vero organo di governo europeo.

Barroso è stato rieletto col sostegno di una scarna maggioranza appena superiore al 50%, non mi sembra un risultato di cui un presidente uscente può dichiararsi soddisfatto. Peraltro Barroso dovrà fare presto i conti con quella nutrita pattuglia di deputati euroscettici che oggi gli hanno dato il voto, ma certo non rendono solida la sua maggioranza.