La Croazia aderisce.

 
Oggi a Strasburgo sono intervenuta nel dibattito sull’ingresso della Croazia nell’Unione europea.
Ho detto che l’adesione della Croazia all’Unione europea accentua il consolidamento di una identità della nuova Europa, capace di esprimere i valori comuni senza oscurare, ma anzi integrando le specificità delle sue tante anime.
La Croazia ha fatto sforzi apprezzabili nell’adeguamento ai parametri richiesti, in particolare nel contrasto al crimine organizzato attraverso nuove misure anti-mafia, ma ha bisogno di compiere ulteriori sforzi, specie nel settore giudiziario, prima che possano essere concluse le negoziazioni nel 2010.
In linea con quanto avevo sostenuto nella lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Giorno del Ricordo, ho voluto anche ribadire che altri passi avanti possono essere fatti dalle istituzioni croate per armonizzarsi con quanto previsto dal primo Protocollo della Convenzione europea dei diritti umani, firmato a Parigi nel 1952, in particolare valutando la restituzione ai legittimi proprietari dei beni nazionalizzati dalla Jugoslavia di Tito nel dopoguerra. 
 

UE-Croazia.

eu croazia
Come membro della delegazione, ho partecipato al decimo incontro della commissione parlamentare mista UE-Croazia che si è tenuto Strasburgo.
Non si parla molto di questo aspetto dell’attività dei deputati europei, perciò mi sembra utile informarvi.
La commissione parlamentare mista UE-Croazia è deputata a ospitare e favorire il dialogo politico in vista dell’ingresso della Croazia nella UE, ed composta da un numero uguale di deputati del Parlamento europeo e del parlamento croato (Sabor).
In questa riunione hanno preso la parola il Presidente della delegazione UE-Croazia del PE, Gunnar Hokmark e il Presidente della commissione affari esteri del Sabor e Presidente della delegazione del Parlamento croato, Mario Zubovic. Sono intervenuti anche il rappresentante del Consiglio a nome della Presidenza svedese, Per Sjogren, il capo negoziatore a nome della Repubblica della Croazia, Vladimir Drobnjak, e Alexandra Cas Granje, direttore della Direzione Allargamento presso la Commissione europea.
Sia Per Sjogren sia Vladimir Drobnjak hanno espresso il loro “parere positivo per i grandi passi avanti fatti dalla Croazia, con la quale molti capitoli sono stati aperti e chiusi senza difficoltà”.
La Direttrice Cas Granje ha sottolineato che “due sono i capitoli ancora in sospeso, concorrenza e processi criminali, mentre sussistono ancora dei problemi d’ordine politico relativamente alla lotta alla corruzione, nonostante gli sforzi compiuti dalla Croazia”.
“Lo stesso vale per la questione delle minoranze – ha proseguito – nonché per la situazione delle donne, dei bambini e dei portatori di handicap o malati mentali. Restano dei problemi legati ai crimini di guerra, in particolare di impunità, dal momento che molti casi non sono stati portati davanti ad alcun tribunale.”.
E’ stato espresso l’auspicio unanime che la Slovenia ratifichi presto l’accordo di vicinato con la Croazia, che invece lo ha già ratificato.

Anch’io ho preso la parola, per sottolineare il punto dei diritti delle minoranze e in particolare quelli della comunità italiana in Croazia, che ha precise esigenze nell’ambito dell’istruzione, a cominciare da quella materna-infantile.
Mi ha risposto la deputata Ingrid Anticevic Marinovic del Partito social democratico croato, la quale ha fatto appello alla “necessità di essere franchi e di parlare dei problemi aperti”.