La Croazia aderisce.

 
Oggi a Strasburgo sono intervenuta nel dibattito sull’ingresso della Croazia nell’Unione europea.
Ho detto che l’adesione della Croazia all’Unione europea accentua il consolidamento di una identità della nuova Europa, capace di esprimere i valori comuni senza oscurare, ma anzi integrando le specificità delle sue tante anime.
La Croazia ha fatto sforzi apprezzabili nell’adeguamento ai parametri richiesti, in particolare nel contrasto al crimine organizzato attraverso nuove misure anti-mafia, ma ha bisogno di compiere ulteriori sforzi, specie nel settore giudiziario, prima che possano essere concluse le negoziazioni nel 2010.
In linea con quanto avevo sostenuto nella lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Giorno del Ricordo, ho voluto anche ribadire che altri passi avanti possono essere fatti dalle istituzioni croate per armonizzarsi con quanto previsto dal primo Protocollo della Convenzione europea dei diritti umani, firmato a Parigi nel 1952, in particolare valutando la restituzione ai legittimi proprietari dei beni nazionalizzati dalla Jugoslavia di Tito nel dopoguerra. 
 

Violato il diritto alla privacy, interrogazione alla Commissione.

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Gli europarlamentari del Pd hanno presentato un’interrogazione alla Commissione Ue in cui puntano il dito sul cosiddetto decreto ‘Mille proroghe’, denunciando la violazione del diritto della privacy in Italia.
Quanto sostenuto dalle associazioni dei consumatori in merito all’uso delle banche dati conferma le nostre preoccupazioni: il cosidetto decreto ‘Mille proroghe’ mina il diritto alla privacy dei cittadini italiani. Per questa ragione abbiamo presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo quali azioni intende intraprendere qualora venisse nuovamente violata la direttiva comunitaria e passasse l’emendamento in discussione al Senato sulla sospensione della normativa sulla privacy.
Il Governo italiano sembra disinteressarsi alle richieste della Ue, che in questo caso cerca di garantire i diritti dei consumatori e di evitare che i dati personali siano accessibili a chiunque ne faccia richiesta con non meglio precisati scopi. Le associazioni dei consumatori nei giorni scorsi hanno chiesto al governo di ritirare l’emendamento proposto dal senatore del Pdl, Lucio Malan, col quale verrebbe prorogata per quasi due anni, a partire dal primo gennaio, la sospensione della normativa sulla privacy che consente alle società di teleselling di utilizzare a fini commerciali i dati senza il consenso preventivo ed esplicito degli utenti.