Idee per la sicurezza

Quando parliamo di sicurezza, questa la quarta priorità, la mente corre all’immigrazione. La destra cerca di cavalcare le paure dei cittadini, le sollecita, le amplifica. Giusto dire che occorre fermare il lavoro nero e la tratta di uomini e donne che alimentano la criminalità. Si deve combattere l’immigrazione clandestina, sviluppando una politica europea di controllo dei confini dell’Unione.

Ma nello stesso tempo occorre favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari. Quando la destra afferma che l’Italia non può essere multietnica, non solo nega una realtà, ma soprattutto lancia un messaggio xenofobo e razzista. Si parla molto dei respingimenti di chi si trova sui barconi o sui gommoni, ma anche tante altre misure, dall’allungamento del tempo di permanenza nei Cie alla tassa per gli immigrati, sono respingimenti.

Misure tanto dure quanto inefficaci, come testimonia il fallimento della legge Bossi-Fini. Serve quindi un giusto equilibrio tra la fermezza nell’applicazione delle norme a tutela dell’ordine pubblico e politiche d’integrazione, nella consapevolezza che l’immigrazione è un tema che va affrontato a livello europeo, con scelte mirate e condivise tra i vari Paesi.

Idee per l’ambiente

Terza priorità, l’ambiente: servono lo sviluppo delle energie rinnovabili e provvedimenti più incisivi per la tutela del clima, fondamentale per la salute e la qualità dell’aria. Occorre preservare e valorizzare il nostro patrimonio naturale montano e paesaggistico, risorsa preziosa per il turismo.

Lo sviluppo deve essere sostenibile: non dobbiamo essere costretti a scegliere tra difesa dell’occupazione e delle condizioni ambientali di vita. La Comunità europea (CEE) era nata per l’energia; quella spinta iniziale va rinnovata. Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centro-destra. La sfida dell’ambiente si incrocia in particolare con quelle dell’innovazione e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia, e vede nella vitalità delle nostre imprese un importante strumento.

L’ambiente da proteggere deve essere anche quello delle fabbriche, dei cantieri. Troppi sono i lavoratori che perdono la vita sul posto di lavoro. Chi va a lavorare deve andarci senza preoccupazioni per la propria incolumità. Occorrono, quindi, misure efficaci di prevenzione del rischio, controlli più affidabili, e leggi più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza.

Idee per il territorio

Il territorio è la seconda priorità. Per rilanciare la competitività delle imprese è necessaria una politica industriale come politica dei territori. Non si tratta solo dei distretti industriali, ma dell’interazione profonda, in ogni territorio, fra le risorse materiali e immateriali disponibili e la produzione delle imprese locali.

Sono necessarie le grandi infrastrutture e lo sviluppo delle reti di telecomunicazione per rendere il Nord Est cuore economico e culturale dell’Europa. Serve un sistema portuale efficiente nel Nord Adriatico per farne il crocevia di tutti gli scambi commerciali che partono dal sud del Mediterraneo. Ma gli scambi non sono solo commerciali: sono anche culturali e possono aprire nuove occasioni per quest’area.In questo contesto si inserisce l’euroregione.

Oggi è possibile andare oltre la cooperazione transfrontaliera instaurando rapporti più stabili e strutturati con le regioni confinanti. Nel 2006 è nata l’Euroregione adriatica, ma essa attende ancora di essere veramente attuata, in quanto manca il regolamento applicativo. Occorre quindi incalzare il Governo affinché esso sia emanato: è evidente, infatti, che il futuro del Nord Est dipenderà molto dalle nuove occasioni che verranno offerte dalla cooperazione territoriale. Devo dire che sono rimasta molto sorpresa nel vedere che nei programmi dei miei competitori non ci sia alcun accenno a questo tema così importante.