Non solo Roma.

no-b-daymodificato
Vado in piazza con semplicità e speranza, tra i tanti che si aspettano che io sia con loro, ma non dimentico i tantissimi che resteranno a casa.

Ci sono i presupposti perché la manifestazione lasci un segno positivo, e sarà importante se ci aiuterà ad allargare l’area del consenso verso le forze del centrosinistra e, per quanto mi riguarda, soprattutto del PD.

Se l’obiettivo comune è quello di costruire l’alternativa a Berlusconi, la polemica dipietrista contro il PD è fuori luogo per non dir peggio, e sicuramente non aiuta a ribaltare le cifre che ancora inchiodano il centrosinistra all’opposizione.

Perciò dobbiamo lanciare la nostra proposta, evitando se possibile l’errore, proprio anche della sinistra, di interpretare tutta la politica da una prospettiva romanocentrica.

Mentre ci concentriamo giustamente su Berlusconi, allora, teniamo pure a mente che nelle aree economicamente sviluppate del nord, soprattutto nel nordest, la Lega sorpassa il Pdl, e si sta trasformando in un partito dell’estrema destra ideologica. E questo partito non viene neanche sfiorato dalla piazza del 5 dicembre.

Il 5 dicembre e l’ombelico.

no-b-daymodificato

Qualche giorno fa ho dichiarato che se la manifestazione del 5 dicembre si incardina sul tema della giustizia, che è una vera emergenza democratica, allora l’iniziativa mi trova d’accordo.

A seguito di questa mia valutazione, il 19 novembre dalle colonne di un quotidiano del Friuli Venezia Venezia Giulia sono stata duramente criticata da alcuni esponenti del PD, tra cui due parlamentari, in un articolo intitolato “No B-day, il Pd contesta la Serracchiani”.

Confesso che ne sono rimasta stupita e delusa.

Infatti, è stato lo stesso Bersani ad aver detto che se le parole d’ordine erano accettabili i militanti potevano liberamente in piazza. Bene, oltre a legalità e giustizia, le parole d’ordine di questa manifestazione sono: Costituzione, Presidente della Repubblica, ambiente, etica politica, lavoro, formazione, ricerca, diritti della persona, no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua. Credo siano accettabili, e dunque non mi sembra di dissentire dal segretario nazionale.

Sappiamo tutti che in piazza ci saranno elettori del PD, e io penso che dove c’è la nostra gente noi dobbiamo esserci, perché se noi li lasciamo soli ora, poi loro abbandonano noi. Chi fa politica deve essere senz’altro coerente, ma non deve avere la puzza al naso o guardarsi l’ombelico.

Ho aderito anche perché sapevo che chi organizza la manifestazione non è l’Italia dei Valori o un altro partito, ma un comitato promotore della società civile in cui c’era pure un consigliere regionale del PD della Lombardia.

Inoltre, siccome è chiaro come il sole che la mia adesione non impegna il partito regionale, chi mi contesta su questo punto lo fa strumentalmente. E qui mi chiedo se qualcuno pensa di essere ancora in congresso, se intende fare opposizione interna permanente, o che altro. L’ho detto all’assemblea regionale: forse così riesce ad avere sui giornali titoli che altrimenti non ha, ma non riuscirà a farmi sentire delegittimata.

Manifestazione 5 dicembre.

no b day2

Ci sono modi diversi di aderire a una manifestazione. Io aderisco a quella del 5 dicembre perché voglio stare con tutte quelle persone che mi chiedono di dire, assieme a loro, una parola forte contro la politica sulla giustizia che sta facendo il governo Berlusconi.

Il cosiddetto processo breve e la reintroduzione dell’immunità parlamentare sono due colpi che verrebbero assestati non solo al diritto ma anche a quel minimo di decenza, diciamo pure di etica, che deve governare la politica.

Ma sia chiaro anche che io non aderisco a questa manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Questo favore non glielo faccio.

Io non lotto perché Berlusconi, costretto alle dimissioni, sia sostituito da un governo tecnico, da un governissimo o da un governicchio. Bisogna lottare perché il centrosinistra diventi maggioranza nel Paese e vada al governo, per realizzare un programma di centrosinistra. Questo vuole fare il PD.

E siccome questo lo sa anche Di Pietro, non occorre che faccia la lezione a nessuno.

Un impegno per non soffocare la nostra aspirazione democratica

manifestazione_pd
Il grido d’allarme sullo stato dell’informazione nel nostro Paese tocca la coscienza democratica e le responsabilità politiche. Siamo preoccupati per i provvedimenti legislativi presi o in gestazione, e per le azioni giudiziarie che dal capo del governo in giù vengono lanciate come armi da offesa contro testate e giornalisti. Ma ciò che ormai davvero inquieta è il clima di intolleranza che sta pervadendo il Paese, come una nube tossica che avvelena i rapporti politici e incrina il bilanciamento tra i poteri previsto dalla Costituzione.

Di fronte a questa ferita inferta alla libertà di informazione, la nostra mobilitazione non è un atto formale o simbolico. Né vogliamo così dimenticare errori o omissioni che hanno purtroppo segnato la politica del centrosinistra negli anni passati.

E’ una presa d’impegno che prendiamo con il Paese e con la nostra comunità. L’arroganza del Presidente del Consiglio e della sua armata di mercenari non deve soffocare l’aspirazione democratica che ha animato i nostri padri e che ancora fa scendere in piazza i giovani.

Oggi si svolgono manifestazioni anche a Trieste e a Udine, e io vorrei esprimere una forte preoccupazione per lo stato attuale e per il futuro dell’informazione nel Friuli Venezia Giulia. I pesanti tagli di giornalisti cui sta andando incontro l’editoria, lo strangolamento delle collaborazioni, la dislocazione fuori regione delle tipografie dei due maggiori quotidiani del territorio, e in prospettiva il rischio concreto di un accorpamento, oltre ad essere un problema occupazionale, incide sul pluralismo dell’informazione nella nostra regione.

Di fronte al rischio d’inaridimento del flusso delle notizie e di un‘oggettiva riduzione degli spazi e delle voci, chiediamo con forza un intervento delle istituzioni regionali, l’impegno della politica e di tutti i cittadini.