C’è chi vuole la staffetta per bruciare Matteo

foto pubblicata su firenze.repubblica.it
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Vi segnalo l’intervista rilasciata a Giovanna Casadio e pubblicata oggi su la Repubblica

«Non credo che tutti i stostenitori della staffetta tra Letta e Renzi siano spinti da buoni propositi, alcuni cercano semplicemente una scorciatoia per bruciare Matteo».

Debora Serracchiani, “governatrice” del Friuli Venezia Giulia, renziana, teme una trappola per il segretario del Pd.

Serracchiani, la situazione politica si aggroviglia?

«Diciamo che stanno arrivando al pettine nodi importanti, dalla legge elettorale alle riforme costituzionali, alle questioni del lavoro: l’azione del Pd ha avuto uno slancio con la segreteria di Renzi. È il momento di sciogliere quei nodi».

E al tempo stesso il governo Letta ha finito la sua corsa?

«Il Pd ha lavorato per consegnare al premier strumenti che gli permettessero di impostare, di avviare un lavoro importante di riforme. Avere consegnato in un mese e mezzo il testo di una nuova legge elettorale, avere impostato la discussione sul Job Act e avere posto la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie, significa che noi democratici stiamo facendo la nostra parte. Il governo Letta però dovrebbe avere una spinta, un battito d’ala».

Il bivio è tra un governo che vivacchi e uno forte che duri almeno 24 mesi se non l’intera legislatura?

«Ci devono essere le condizioni perché il governo imposti le riforme, dopo di che la scadenza di un esecutivo non gliela diamo noi ma i fatti e i risultati».

Quindi come vede Renzi a Palazzo Chigi?

«Matteo correttamente aspira a una legittimazione popolare: quello resta l’obiettivo primario. Ma credo anche che sono tantissime le spinte ricevute da più parti per sostituirsi a Letta. Lo ha già detto e spiegato: il punto fondamentale non è quello che conviene a lui, ma quello che conviene agli italiani».

In cuor suo lei gli sconsiglia di sostituirsi a Letta?

«Perché Matteo vada a Palazzo Chigi ci dovrebbero essere condizioni chiare. Invece in questa richiesta a Renzi di rendersi disponibile ci sono interessi confliggenti: non tutti coloro che insistono hanno a cuore il bene del paese, per alcuni è il modo migliore per bruciarlo».

La riforma elettorale è il passaggio decisivo? 

«La riforma elettorale nelle prossime ore sarà una prova del nove».

Però dei miglioramenti all’Italicum sono necessari.

«Nelle condizioni date è stato prodotto il migliore accordo possibile, tenuto conto che le regole vanno scritte con il più ampio consenso, a parte coloro come i 5Stelle che hanno ritenuto di non partecipare ad alcuna discussione. Ho molta fiducia nel lavoro fatto da Boschi e da Guerini in queste settimane. Anche all’interno del Pd c’è la consapevolezza dell’importanza del momento, mi auguro non si metta a rischio un percorso così delicato, se no non ci sarà molto altro di cui discutere».

A quel punto si andrebbe a votare?

«Mi pare evidente. Se si affossa la riforma presentata dal maggiore partito della maggioranza, allora si pone un problema politico importante».

Deputati a diciotto anni? Proposta demagogica.

 

giovani

Non mi dispiace il modo in cui il ministro Meloni sta lavorando, ma la proposta di creare deputati 18enni mi sembra superficiale e demagogica”.
Europarlamentare, segretaria regionale del Pd in Friuli, Debora Serracchiani, a dispetto dei 39 anni compiuti, è un’icona dei giovani in politica, lanciata nella primavera scorsa da un applauditissimo discorso ai vertici del suo partito. Dove riconoscere la difficoltà per gli under 40 di farsi largo: “ La classe dirigente di adesso è una fotografia di quella della Fgci degli Anni 70”.
Deputati 18enni e senatori 25enni per rappresentare le esigenze dei ragazzi…
“Mi sembra una clamorosa svista. Un modo con cui non si va alla radice del problema, che è formare una nuova classe dirigente per questo Paese, intervenire sul modello culturale per cui chi ha esperienza la metta al servizio di chi viene dopo. Per i giovani bisogna creare occasioni, e renderli persone consapevoli che si facciano carico del proprio futuro senza delegarlo ad altri. Non vorrei invece che la questione dei deputati 18enni diventasse come quella delle donne, che spesso servono a riempire le liste”.
Anche il capo dello Stato invoca più occasioni per i giovani.
“Assolutamente si. Io come sono venuta fuori? E’ stato un caso: se quel giorno non avessi fatto quel discorso, se non fossi stata particolarmente arrabbiata, se non fossi stata ripresa da Youtube, il partito non mi avrebbe mai candidata alle Europee. Ma il caso non può essere l’occasione: bisogna creare le condizioni perché tutti possano dimostrare quanto valgono. Bisogna imparare ad ascoltare i giovani, e la politica spesso non trova gli strumenti: non si può parlare di coinvolgerli e poi pensare a norme che censurano Internet”.
Lei dice che la classe dirigente del Pd è la stessa della Fgci anni ’70: cosa potrebbe fare allora il suo partito?
“Deve impegnarsi di più perché conoscenza e tecnica politica vengano tramandate. Vorrei che il partito fosse come uno sportello di solidarietà, un luogo di formazione. Hai un problema, ti vuoi confrontare con qualcuno? C’è il circolo del Pd. Non solo per i giovani ma anche per loro. Nel partito ce ne sono tanti preparati: tra quelli con cui sono più in sintonia il consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati. Ma ne ho conosciuti molti durante la campagna congressuale, pronti a cogliere l’occasione”.
Il ministro Meloni parla anche di soggiorno temporaneo all’esterno per tutti.
“Su questo sono d’accordo. Strumenti come l’Erasmus dovrebbe essere obbligatori, certo ci vogliono più finanziamenti, per permettere a tutti di farlo. Io feci otto mesi a Londra, dopo la maturità, studiando e lavorando: un periodo all’estero è fondamentale per aprirti la mente e pensare in modo diverso all’integrazione”.

Intervista a Francesca Schianti, per “La Stampa”, 3 gennaio 2009

Quirinale

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Siamo fortunati ad avere un Presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano. E’ una convinzione che si è rafforzata questa mattina, quando ho potuto incontrarlo e ascoltarlo di persona al Quirinale, durante l’incontro che ha avuto con i neo europarlamentari. Un uomo con una storia politica cristallina alle spalle, che riesce a interpretare con tale equilibrio il più alto ruolo di garanzia istituzionale del nostro Paese, è un bene prezioso di cui gli italiani devono andare orgogliosi.

Le parole del presidente Napolitano sul ruolo del Parlamento europeo ci incitano a continuare con più decisione e serenità il difficile lavoro alla costruzione dell’UE. Quando ha ricordato ‘l’inalienabile diritto di asilo a chi e’ costretto a chiederlo’, il Presidente ha ribadito le basi di tolleranza e accoglienza su cui abbiamo fondato l’Europa Unita dopo i sanguinosi conflitti del secolo scorso.

Purtroppo è già iniziata la corsa di chi le parole di Napolitano le usa strumentalmente o per differenziarsi.