Intervenire sul sistema elettorale.

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A Udine si è tenuto il convegno nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

Intervenendo, ho voluto dire che bisogna mettere mano al sistema elettorale, in modo che chi ci rappresenta in Parlamento sia davvero lo specchio fedele della società.
L’ho detto anche avendo a mente quanto accaduto nel PD sul provvedimento sull’omofobia.

Perché mi piacerebbe militare in un partito che su questi temi non ha imbarazzo.

Rispondo alle vostre richieste di chiarimenti sulla mia proposta di legge elettorale:
Il sistema elettorale al quale guardo con maggiore interesse è quello che più avvicina eletti ed elettori, cioè quello che prevede il collegio uninominale, maggioritario, a turno unico, su un territorio circoscritto e riconoscibile, senza scorpori o recuperi proporzionali. Occorre rimettere in primo piano la responsabilità del parlamentare nei confronti dei cittadini che lo mandano a Roma con il voto, facendo la croce sul suo nome, e smetterla con le liste dei nominati che rispondono a un gruppo ristrettissimo. Su questo presupposto, che unisce principio di responsabilità e garanzia di governabilità, si possono poi valutare eventuali sbarramenti.

In ogni caso, almeno finché non cambia la legge elettorale in vigore, sono favorevole a che il PD scelga i suoi candidati al Parlamento attraverso primarie di collegio.

Una scelta grave

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Immagine originalmente presa dal blog di Sergio Petrona Baviera

Paola Binetti ha votato a favore della pregiudiziale di costituzionalità che boccia di fatto la legge contro l’omofobia. Oggi si trattava di esprimersi per affermare o negare diritti civili.

Per me è una scelta grave.

Occorre che Paola Binetti ricorra alla sua coscienza e si interroghi scrupolosamente su ciò che la unisce al PD e su ciò che la allontana.