La politica regionale che vorrei: sicurezza

Questo è un tema sentito dalla collettività regionale e il PD non può sottrarsi dal dare risposte alla richiesta di sicurezza che sale dal territorio, anche laddove questa richiesta si debba ad una percezione di insicurezza che tuttavia non deve essere sottovalutata. Le scelte operate dalla giunta Tondo non solo non danno soluzioni, ma determinano uno spreco di risorse ed una pericolosa sovrapposizione di competenze.

Dobbiamo incentivare l‘integrazione ed il coordinamento tra le varie forze dell’ordine e la polizia locale. Vanno proseguite ed implementate le politiche di patti per la sicurezza stipulati fra governo, regione e città.

Dobbiamo promuovere il diritto di cittadinanza così come previsto nella Costituzione e garantire un’integrazione che non prescinda dal rispetto delle leggi.

Immigrazione e pacchetto sicurezza

Fiato sul collo della Commissione sul governo italiano

Dichiarazione degli eurodeputati  Borsellino, Crocetta e Serracchiani (S&d)

Da quel che si é udito oggi in Parlamento, risulta in modo anche eclatante che la Commissione europea sta con il fiato sul collo del governo italiano a proposito di politica d’immigrazione e del “pacchetto sicurezza”.

Le ripetute affermazioni del commissario Barrot sulla nuova richiesta di chiarimenti rivolta al governo italiano testimonia che esiste una sorta di stato di sorveglianza sugli atti dell’esecutivo Berlusconi-Maroni da parte delle autorità comunitarie preposte a garantire il rispetto delle normative dell’Unione.

In particolare, il commissario è stato chiaro e perentorio nel rivelare – anche con una lettera inviata al Presidente della commissione parlamentare Libertà Pubbliche – che Bruxelles vuole chiarimenti sul respingimento di massa, in mare aperto, di immigrati provenienti dalle coste africane, e vuol accertare se non siano state violate le procedure sul diritto d’asilo.

Sul “pacchetto sicurezza”, poi, è apparso persino imbarazzante l’invito di Barrot a Maroni a “mettere per iscritto” le argomentazioni del governo a proposito dei diritti d’iscrizione all’anagrafe dei minori figli di immigrati illegali, cosi come altrettanto ferma è sembrata l’assicurazione data ai parlamentari che la Commissione sarà “molto ma molto attenta” nel valutare l’intero contenuto delle norme sulla sicurezza (compresa l’autorizzazione alle “ronde”) appena varate.

Il Commissario ha pure confermato che vigilerà attentamente sul rispetto, in Italia, dei diritti dei minori Rom.

Idee per la sicurezza

Quando parliamo di sicurezza, questa la quarta priorità, la mente corre all’immigrazione. La destra cerca di cavalcare le paure dei cittadini, le sollecita, le amplifica. Giusto dire che occorre fermare il lavoro nero e la tratta di uomini e donne che alimentano la criminalità. Si deve combattere l’immigrazione clandestina, sviluppando una politica europea di controllo dei confini dell’Unione.

Ma nello stesso tempo occorre favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari. Quando la destra afferma che l’Italia non può essere multietnica, non solo nega una realtà, ma soprattutto lancia un messaggio xenofobo e razzista. Si parla molto dei respingimenti di chi si trova sui barconi o sui gommoni, ma anche tante altre misure, dall’allungamento del tempo di permanenza nei Cie alla tassa per gli immigrati, sono respingimenti.

Misure tanto dure quanto inefficaci, come testimonia il fallimento della legge Bossi-Fini. Serve quindi un giusto equilibrio tra la fermezza nell’applicazione delle norme a tutela dell’ordine pubblico e politiche d’integrazione, nella consapevolezza che l’immigrazione è un tema che va affrontato a livello europeo, con scelte mirate e condivise tra i vari Paesi.