Il futuro dell’Europa

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Il Financial Times di oggi ha dedicato un articolo sulla situazione europea analizzata dal punto di vista dell’Italia. All’interno dell’articolo viene riportata una mia dichiarazione che pubblico di seguito:

“We are convinced Europe is the only solution available to Italy,” says Debora Serracchiani, vice-president of Mr Renzi’s ruling Democratic party and a close ally of the prime minister. “But we want Europe to have a future, not just a difficult present. If we can elaborate an alternative proposal that forges a different path for Europe, the Eurosceptics won’t have any space.”
Siamo convinti che l’Europa è l’unica soluzione possibile per l’Italia, ma vogliamo un’Europa che abbia un futuro, non solo un presente difficile. Se saremo in grado di elaborare una proposta alternativa che rafforzi un diverso percorso per l’Europa, gli euroscettici non avranno spazio.

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(Articolo tratto dal Financial Times del 17 marzo 2016)

Un impegno per non soffocare la nostra aspirazione democratica

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Il grido d’allarme sullo stato dell’informazione nel nostro Paese tocca la coscienza democratica e le responsabilità politiche. Siamo preoccupati per i provvedimenti legislativi presi o in gestazione, e per le azioni giudiziarie che dal capo del governo in giù vengono lanciate come armi da offesa contro testate e giornalisti. Ma ciò che ormai davvero inquieta è il clima di intolleranza che sta pervadendo il Paese, come una nube tossica che avvelena i rapporti politici e incrina il bilanciamento tra i poteri previsto dalla Costituzione.

Di fronte a questa ferita inferta alla libertà di informazione, la nostra mobilitazione non è un atto formale o simbolico. Né vogliamo così dimenticare errori o omissioni che hanno purtroppo segnato la politica del centrosinistra negli anni passati.

E’ una presa d’impegno che prendiamo con il Paese e con la nostra comunità. L’arroganza del Presidente del Consiglio e della sua armata di mercenari non deve soffocare l’aspirazione democratica che ha animato i nostri padri e che ancora fa scendere in piazza i giovani.

Oggi si svolgono manifestazioni anche a Trieste e a Udine, e io vorrei esprimere una forte preoccupazione per lo stato attuale e per il futuro dell’informazione nel Friuli Venezia Giulia. I pesanti tagli di giornalisti cui sta andando incontro l’editoria, lo strangolamento delle collaborazioni, la dislocazione fuori regione delle tipografie dei due maggiori quotidiani del territorio, e in prospettiva il rischio concreto di un accorpamento, oltre ad essere un problema occupazionale, incide sul pluralismo dell’informazione nella nostra regione.

Di fronte al rischio d’inaridimento del flusso delle notizie e di un‘oggettiva riduzione degli spazi e delle voci, chiediamo con forza un intervento delle istituzioni regionali, l’impegno della politica e di tutti i cittadini.

Il dominio di uno e l’esercito dei vassalli

Condivido con voi il mio articolo uscito oggi sull’Unità.

Avrei voluto cominciare dicendo “ora basta”, ma ho capito che non potevo. E non tanto perché l’hanno già detto un po’ tutti, da Gianfranco Fini al Manifesto, ma perché mi sono convinta che sarebbe stato come fare la faccia feroce. Una smorfia che non serve a niente.
Il fatto è che non abbiamo idea di quanto sia lungo il buio tunnel della democrazia in cui ci stiamo muovendo, né di quali degenerazioni dello scontro politico ancora ci attendano. In realtà, credo siamo ben oltre i limiti della politica e delle sue contrapposizioni: penso sia più corretto parlare dell’arroccamento temibile di un sistema di potere, che non esita ad adoperare tutti gli strumenti, e verrebbe da dire proprio tutti, per sgombrare il campo da ogni eventuale ostacolo o resistenza.

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