Ricordare Vergarolla

20564099 Settant’anni fa, 18 agosto del 1946, sulla spiaggia alla periferia di Pola affollata per una tradizionale manifestazione natatoria, l’innesco di un enorme quantitativo di esplosivo uccise non meno di ottanta italiani. A lungo oscurata dalla storia ufficiale, come tanti orrori del dopoguerra, oggi è ancora prezioso il lavoro di quanti continuano a cercare la verità, a svelare anche minuti episodi di quel tragico giorno sulla spiaggia di Pola, a ricostruire un mosaico ormai sempre più leggibile nella sua nefandezza. Fu strage etnica e ideologica, fu un massacro di innocenti, fu la follia premeditata di uomini non sazi di sangue.
Per commemorare quel giorno, propongo la lettura di questo articolo di Lucia Bellaspiga, pubblicato su Avvenire del 14 agosto 2016: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/VERGAROLLA-1.aspx
Mi preme evidenziare che su un punto l’autrice (che stimo) si sbaglia: quando alla fine del suo articolo scrive “…Vergarolla non esiste. E non esisterà, nemmeno in questo anniversario, sui giornali e nei notiziari”. Per me, per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Vergarolla esiste, e anche quest’anno una rappresentanza ufficiale della Giunta sarà a Pola a rendere onore.
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/08/17/news/vergarolla-70-anni-dopo-serracchiani-massacro-di-innocenti-1.13973663?ref=hfpitsec-8

Strage di Viareggio, mia interrogazione parlamentare

viareggio

Vi aggiorno sui lavori in Parlamento. In questi giorni ho preparato ed inviato un’interrogazione parlamentare alla Commissione, in qualità di membro della commissione Trasporti e Turismo; oggi, in coincidenza della Conferenza europea sulla sicurezza ferroviaria, ho illustrato l’interrogazione nel corso di un incontro con il presidente della provincia di Lucca Stefano Baccelli, sul cui territorio è avvenuta la strage di Viareggio.

Nell’interrogazione chiedo che venga formulata una direttiva dalla Commissione europea con l’obiettivo di stabilire che, in caso di incidente, il risarcimento è dovuto da parte dell’Ente proprietario della rete ferroviaria.

L’idea alla base di questa interrogazione è quella di spingere l’ente proprietario ad una maggiore cura nel controllare il materiale rotabile che autorizza a circolare sulla sua rete, potendone chiedere altrettanta al vettore nel controllo e nella manutenzione dei propri mezzi. L’ente proprietario avrà così facoltà di rivalersi sul responsabile quando questi sarà emerso a seguito delle inchieste e all’esito dei processi.