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Il presidente Renzo Tondo ha detto di avere “fondate informazioni secondo le quali le caratteristiche del territorio del Friuli Venezia Giulia sono tali da escludere la costruzione di centrali nucleari”, e ha poi aggiunto di “non accettare di essere posto davanti l’affermazione “sì o no nucleare”.
Non sono d’accordo. Le scelte di chi governa devono essere riconoscibili, perciò se il presidente Tondo non vuole una centrale nucleare sul territorio del Friuli Venezia Giulia deve dirlo forte e chiaro. A parte il fatto che vorremmo condividesse con tutti noi le sue “fondate informazioni”, certo non basta che siano le caratteristiche della nostra regione a metterci al riparo dall’impianto di una centrale.
La realtà è che il Decreto legislativo approvato oggi in Consiglio dei ministri dal Governo Berlusconi dice che in ogni momento continua a pendere sul territorio la minaccia del decreto del presidente del Consiglio, sostitutivo di una mancata intesa con gli enti locali.

Nucleare.

Il Consiglio dei ministri oggi ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori.
Sempre oggi, il Presidente della Regione Renzo Tondo, ha detto che la partecipazione del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia alla realizzazione del secondo reattore della centrale nucleare di Krsko in Slovenia ci consentirebbe di non dover assolutamente prendere in considerazione alcune ipotesi di realizzazione di centrali nucleari sul suo territorio.
Io penso invece che dopo questo atto del Governo la mia Regione, che non si è formalmente espressa, sia ancora più a rischio nucleare.
Sono anche convinta che sia illusorio e ideologicamente scorretto puntare sul raddoppio di una centrale nucleare slovena per tenere al riparo il Friuli Venezia Giulia da nuovi impianti.
Al posto di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, vorrei che dal Friuli Venezia Giulia venisse finalmente un ‘no’ al nucleare robusto almeno quanto quello della Sicilia, anch’essa regione speciale guidata dal centrodestra. Il Partito democratico ha presentato in Consiglio regionale un pdl sullo sviluppo sostenibile del sistema energetico regionale che potrebbe essere un buon megafono per far arrivare questo segnale fino a Roma. Basta volerlo.