Barcolana 49

Barcolana 2010 Trieste sta rinascendo, sul mare. La città si prepara a riguadagnare un rango e un ruolo che negli anni si era consumato. L’attenzione internazionale si focalizza su Trieste, favorita da azioni finalmente incisive e mirate del Governo nazionale. L’Amministrazione regionale opera convinta che il suo capoluogo sia un volano strategico per tutto il Friuli Venezia Giulia e, anche nell’alternarsi delle maggioranze politiche, mantiene un dialogo concreto con il Comune. Per misurare questo fervore e la speranza di futuro, la Barcolana è il termometro più affidabile.
In questa quarantanovesima edizione è percepibile l’ambizione che ci ispira, di fare un salto straordinario in qualità e quantità, tutti assieme. La città che qualcuno ha definito “la bella addormentata” si risveglia e scopre di essere cresciuta, anzi di essere divenuta adulta.
La Barcolana nel tempo, un passo alla volta, è diventata il grande evento “di Trieste” che si espande sul territorio, nel raggio dell’offerta e nell’efficacia della comunicazione. E oggi la tradizionale festa del mare rivela le molte potenzialità che attendevano solo di essere attivate.
Il cannone che darà il segnale di partenza alle barche domenica prossima, l’emozione di un’esperienza unica e il colpo d’occhio di uno spettacolo grandioso: tutto questo non mancherà, perché la Barcolana rimane fedele a se stessa.
Ma ci sarà tanto di più. Perché Trieste sta dicendo al mondo che qui c’è il meglio della blue economy e molte prospettive di sviluppo, che tra cantieri, manifattura navale, scienza e formazione, portualità e logistica siamo nel cuore di un vero sistema industriale avanzato, il cui destino è essere sempre più integrato e dinamico.
La Barcolana rivela di essere un festoso happening per tutti i gusti, ma anche, essa stessa, impresa al servizio di Trieste e della regione intera.

Baltico-Adriatico.

Non c’è solo il Corridoio 5. Il collegamento Baltico-Adriatico è altrettanto importante e, tra l’altro, arriverà in tempi più rapidi.
Per questo motivo ho siglato un protocollo di cooperazione e coordinamento con Joerg Leichtfried, europarlamentare austriaco socialista, con l’obiettivo di suscitare l’attenzione su questa questione sensibile e l’impegno che tutte le misure saranno prese in considerazione per sostenere un’implementazione di successo del progetto.
Il Corridoio Baltico-Adriatico attraverserà Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Austria e Italia. Sarà un tracciato rilevantissimo essenziale per il Friuli Venezia Giulia e il Nordest visto che passerà per Trieste, Udine e Venezia, collegando il porto del capoluogo regionale verso il Nord dell’Europa, tappa essenziale per non essere emarginati dai mercati.
Il protocollo che ho firmato con Leichtfried è l’anticamera della costituzione di un gruppo di lavoro tecnico che tenterà di coinvolgere i parlamentari dei vari Paesi attraversati dal tracciato.
Nel testo del protocollo è presente un invito a tutti i deputati e gli esperti ad aderire e a dare un contributo di conoscenze e idee. La cooperazione e lo scambio di informazioni serviranno a enfatizzare l’importanza del Corridoio.
Sono convinta che si debba ragionare su un’iniziativa trasversale alla politica per superare tutti assieme la questione dei rapporti transfrontalieri.
Il collegamento Baltico-Adriatico dovrebbe collegare il nord Italia come estensione dell’esistente progetto prioritario europeo numero 23, da Gdansk via Vienna e Venezia fino a Bologna, saldandosi con il Corridoio 5 proprio a Trieste. In prospettiva dovrebbe risultare un’opera chiave per il rilancio dei traffici tra i porti del Baltico e quelli dell’Adriatico, con merci che arrivano dalla Cina attraverso il canale di Suez e che, sbarcate a Trieste o Venezia, proseguono il loro viaggio per ferrovia verso il cuore dell’Europa.